Ridi vivi ama

Blog personale sul mio modo di vivere serenamente, felicità, viaggio interiore, armonia

La vita accade

Le prime settimane di lockdown ero andata in crisi: mi lasciavo andare a pianti nervosi, in fondo ero partita per Berlino e sembrava una banale influenza, sono tornata e sembrava un bollettino di guerra. Ci rimasi molto male a non vedere i miei genitori (ed oggi comprendo il loro timore sapendomi su un flixbus per 17 ore, forse 18, attraverso l’Europa).

Prima di questo periodo ero piena di cose da fare, l’agenda era fitta di impegni, il telefono era un continuo squillare per organizzare servizi fotografici, fogli e foglietti coprivano la scrivania perchè gli impegni venivano prima di tutto.

Passare da una vita piena all’incertezza totale, destabilizza.

Ho vissuto questi mesi nel modo più positivo e costruttivo possibile, per me sono stati un dono dal valore inestimabile: sono fortunata, ho una casa, ho una famiglia, sono grata per il cibo che ho in tavola, per la salute. E l’unica cosa che ha scalfitto questo dono, è stato il pensiero per le migliaia di vittime, invisibili come questo virus.

Prossimamente un post su questo lo scriverò, ma oggi voglio usare questo spazio per un messaggio diverso, personale, a tutte quelle persone che forse non hanno ben capito il valore della propria vita… dal momento che la sprecano per distruggere gli altri attraverso rabbia, gelosia, odio verso tutto e tutti.

O per lo meno ci provano!

Tich Nhat Han dice di iniziare la giornata con un bel respiro ed essere consapevole che ogni giorno “hai 24 ore nuove di zecca da vivere” e se ne sei consapevole “vuoi vivere le 24 ore che ti vengono date in modo da rendere possibili la pace e la felicità. Sei deciso a non sprecare le tue 24 ore perchè sai che sono un dono della vita e ricevi da capo quel dono ogni mattina. […] Ma il tempo è ben più che denaro. Il tempo è vita“.

Da “Il dono del silenzio”

Ed è stato il commento, subdolo e fuori luogo, di una ex collega ad un mio post di richiesta di chiarimento, in vista della futura riapertura, a riportarmi alla realtà.

Ho scritto la mia risposta. Ci ho messo un po’ a trovare le parole giuste.

Poi mi sono fermata.

Alla fine ho cancellato tutto e ho sorriso! A cosa sarebbe servito? Mi sono rimessa al lavoro al mio sito ed ho usato il mio tempo in modo profittevole.

Se siamo consapevoli di ciò che siamo, se siamo convinti delle nostre scelte, se siamo sicuri di ciò che è il nostro percorso presente e futuro, una provocazione può solo scivolare addosso!

Screditare, con arroganza e cattiveria, quasi come dei boia pronti a scagliare il colpo mortale, come se resistere al Covid fosse una gara a chi si salverà economicamente e professionalmente. Che senso ha?

Purtroppo la negatività ha il brutto vizio di attaccartisi addosso se solo la tua testa le da’ un po’ di corda e, se entri nel circolo vizioso, crolli.

Stanca di tutta questa cattiveria gratuita che mi faceva vedere nero tutto ciò che invece era poco più che grigio, ho deciso di fare l’opposto di ciò che qualsiasi esperto di marketing consiglierebbe in questo momento: ho chiuso i miei social, anche quelli del lavoro ed ho staccato il telefono.

Mi sono presa una pausa. Ed è stato bellissimo!

Avevo bisogno di staccare completamente da quello che negli ultimi anni è stato il mio mondo, quello che mi ha risucchiata in un vortice senza fine.

Un professionista non è solo quello che, nel mio caso, ti scatta belle foto, che si limita a vendere un servizio, ma è quello che sa’ dare indicazioni al cliente. indirizzarlo, aiutarlo a sciogliere un nodo attraverso la propria esperienza per renderlo felice (in fondo noi fotografi vendiamo attimi di felicità!) e non può farlo se non ha un po’ di serenità. Io la penso così.

Sono sparita dagli schermi per una settimana abbondante e sono tornata solo perchè le comunicazioni delle attività di volontariato che prediligono facebook come canale principale, erano ingestibili tramite un profilo fittizio… e per di più, pure su quello sono stata trovata! (Come cavolo avete fatto! Li mortacci vostra!)

In quella settimana mi sono completamente ritagliata del tempo per me e per la mia famiglia. Ho pulito casa e riordinato il mio studio d’arte, dipinto, scritto un capitolo di un libro che prima o poi magari pubblicherò, letto, tentato di cucinare qualcosa di commestibile….ho persino piantato delle piante che sembrano sopravvivere al mio pollice nero!

Mi sono interrogata sul mio futuro.

Quando sono riapparsa, è successo qualcosa di davvero bello:  in tanti mi hanno cercata per sapere se stessi bene… e non parlo di parenti ed amici, ma di conoscenti o clienti. E non c’era un secondo fine. Per me questa cosa è stata gioia! Non mi conoscono, ma erano preoccupati per me.

Ma… ogni medaglia ha il suo rovescio!

Tanti, invece, mi hanno contattata chiedendo se avessi chiuso, dicendo frasi tipo “poveri voi fotografi, come farete senza un’entrata“, “quando riapri“, “ma riapri?” aggiungendo comparazioni prive di senso con la propria vita e le proprie scelte, il proprio lavoro piuttosto che la scelta di rinunciarci e dedicarsi ai figli.

Senza sprecare una sola parola gentile che potesse vagamente equivalere ad una speranza: per un attimo il mio respiro si è fermato. Ma veramente mettete in dubbio i sacrifici di una vita che altri hanno scelto di fare, magari rinunciando alla sicurezza e alla stabilità di un lavoro normale? Ma che vi cambia?

Credo che molte persone non abbiano neppure pensato che potesse essere poco carino, hanno semplicemente dosato male le parole, usato un tono negativo senza pensare che anche il messaggio che ne sarebbe derivato di sicuro non avrebbe avuto l’effetto di rincuorare… e mi fa sorridere che ciò sia arrivato proprio da chi ha sempre fatto mille domande sul mio lavoro, raccontandomi di sogni infranti e lasciati nel cassetto.

Ecco perchè voglio approfittare di questo spazio e di questo momento per dirvi una cosa:

la vita non aspetta, non attende e non pianifica. La vita accade.

Quando raggiungete la vostra pace interiore, quando siete consapevoli che la vita è qui ed ora, quando si è coscienti delle proprie scelte e delle relative conseguenze, quando si riesce ad entrare nell’ottica che tutto cambia e che anche noi cambiamo, le cattiverie non toccano più.

Non affossanno, sono come delle carezze: arrivano, ti sfiorano e se ne vanno.

Ed è a queste persone che vanno i miei abbracci virtuali, affinchè possiate trovare la serenità e lasciare andare ciò che vi turba. La vostra vita dipende da voi non dagli altri, così come la vostra felicità non dipende dal fallimento degli altri….ma solo ed esclusivamente da ciò che voi vi costruite, dalle azioni che scegliete di compiere. Investire le vostre energie per fare del male pesa solo a voi!

Chiusa una porta si apre un portone… e chissà dietro al mio portone cosa mi aspetta!

Questa è stata la mia risposta.

E’ inutile che mi dilunghi su quanto la vita sia meravigliosa, che ne abbiamo solo una e che il tempo non torna… lo sappiamo tutti!

Quindi, fermati. Prenditi qualche secondo solo per te, per sentire la vita perchè in queste esistenze frenetiche condite da retaggi che ci impongono cosa dobbiamo essere agli occhi della società, che dobbiamo produrre e produrre, consumare e consumare per sprecare e produrre di nuovo, sembra non esserci spazio per la vita: vivere nel presente anche solo per pochi minuti, togliersi per un momento il peso del passato dal cuore e le preoccupazioni per il futuro dalle spalle, sembra un lusso.

Se solo provassimo a mettere da parte l’odio e la rabbia, capiremmo che il nemico oltre ad essere invisibile, non lo possiamo combattere da soli. E che possiamo anche sfruttarlo a nostro vantaggio e trovare il coraggio che abbiamo sempre cercato per cambiare ciò che non ci fa più comodo, per riaprire quel cassetto pieno di sogni!

Come? Te lo spiego la prossima volta!

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