Ridi vivi ama

Blog personale sul mio modo di vivere serenamente, felicità, viaggio interiore, armonia

L’importanza di perdersi nel bosco

Ti sei mai pers* nel bosco?

No?

Bene, ora ti spiego come fare!

Innanzitutto lascia la strada battuta. Sì, hai capito bene. Hai presente quei meravigliosi fuori sentieri scavati nella foresta da fiumi o ghiacciai da cui puoi intravedere la vegetazione che si dirada? Ecco. Perditi in quella meraviglia, prima con la mente, poi con il corpo.

Prima o poi la strada arriva da qualche parte, è frequentata e segnalata. Esci dalla tua comfort zone.

Dopo qualche imprecazione (mentale e non) contro la tua decisione, cerca di evitare di condividere informazioni con la tua compagna di viaggio: la mente è una cosa meravigliosa e inizierà ad elaborare ed elaborare, combinandosi con l’innato istinto di sopravvivenza per farti tornare sulla via che conosci, quella più sicura.

Resisti e goditi la sensazione di smarrimento, gli alti alberi che ti circondano, la luce smorzata dai rami, il vento che si fa’ spazio tra le fronde,… non ti preoccupare, lo so’, l’attacco di panico e la frustrazione sono dietro l’angolo, ma resisti e focalizzati nel qui ed ora, senza pensare al futuro.

Ciò che distingue l’uomo dagli animali è che gli animali non sono capaci di fare strategie di lungo periodo. E’ per questo che nessun animale si perde nel bosco.

Perdersi da fermi è noioso, quindi continua a camminare senza una meta e allontanati dal sentieri che conosci: senti l’adrenalina scorrere, le nuove sensazioni che stai provando, di meraviglia e di paura. Accettale, non fuggirle.

Quando le emozioni si faranno più intense, ti ricorderai di avere uno smartphone con gps e vorrai ritrovare la strada, uscire in fretta da questo smarrimento. Potresti condividere sui social informazioni sulla tua posizione e vedere che a nessuno frega nulla, potresti chiamare i soccorsi. No. Non si fa.

Significa barare nei confronti del bosco che non ha strumenti per contrastare i tuoi tentativi di fuga. E poi toglie tutta la soddisfazione di riuscire a perdersi con le sole proprie forze.

Lo so’ che non vuoi rimanere nel bosco per sempre e, come qualsiasi cosa, è destinata a trasformarsi, a finire, a mutare. Al momento giusto, lascerai il bosco. Ma, per ora, restaci ancora un po’, fai pace con te stess*, con le tue emozioni.

Giungerai ad una condizione di noia, ti stuferai di stare nel bosco: ecco raggiunto il tuo punto di equilibrio arriverà il momento di uscire: là fuori ti attende la tua famiglia, i tuoi amici, il tuo lavoro, il tuo capo e tante cose noiose da fare. Probabilmente, a questo punto, sentirai la voglia di restare nel bosco, hai assaporato la meraviglia di una via di fuga dalla routine, hai scoperto di avere una forza interiore pazzesca e, ammettiamolo, è una scoperta fighissima!

Però non è che puoi uscire dal bosco così…prima o poi bisogna puntare nella direzione giusta, scorgere la strada battuta e uscire, ma non è che puoi catapultarti divertit*, sorridente e con l’aria sognante di chi si è salvato da solo! Sbuca fuori, ma fai l’indifferente, magari fischietta, rende più l’idea di testa tra le nuvole!

Se la gente scoprisse quant’è divertente perdersi nei boschi, tutti correrebbero a farlo ed i boschi si riempirebbero di gente perduta e dopo un po’ questi vorrebbero nel bosco le comodità che hanno a casa, ed i boschi si riempirebbero di gente perduta che guarda la televisione.

Ora credo tu abbia capito quanto fosse futile quella sottile paura di morire di stenti in preda ad una situazione nuova, quanto fosse banale pensare che la vita fosse finita per un cuore spezzato, quanto fosse idiota sprecare l’ennesima occasione temendo fosse troppo tardi.

Forse non serve andare dall’altra parte del mondo per perderesi e ritrovarsi.

Perchè il bosco?

Foreste e boschi uniscono terra e cielo con le radici degli alberi e le loro folte chiome: cosa c’è di più magico?

Rappresenta l’inconscio profondo e tutto ciò che esso nasconde, ciò che per noi è sconosciuto, inesplorato, le alternative che non abbiamo mai valutato e quegli aspetti di noi che ci spaventano e con cui, prima o poi, dobbiamo fare i conti.

Serve davvero perdersi?

Nessuno ha la verità in mano. Molti penseranno sia meglio restare nella propria comfort zone (e va’ bene così, c’è un momento giusto per ciascuno di noi, se non siamo pronti potrebbe essere controproducente o, semplicemente, non notare alcun cambiamento), altri vivono nella frustrazione di un “vorrei ma non posso”, altri ancora, come me, magari vivono portando all’esasperazione ciò che stanno provando, senza dare informazioni a nessuno per non essere salvati e poi nel bosco ci scappano per davvero.

Ad ogni modo, quando ti smarrisci, puoi solo ascoltarti, accettare che niente resta immutato, che nulla è per sempre e perdonarti.

Puoi fuggire nella tua stanza, sulle rive di un lago, dall’altra parte del mondo, in un ashram buddista oppure nel bosco dietro casa, affrontando le tue paure conscie e non per poi ritrovare il tuo equilibrio.

E se ne senti il bisogno, ricordati che sei liber* di perderti di nuovo!

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