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Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa – Sepùlveda

Ti ho preso un regalo” esordì mia nonna, “visto che ti piacciono le balene… è la storia di Moby Dick raccontata da lei stessa“.

A differenza di molti altri libri che riesci a giudicare dalla copertina, in cui cogli qualcosa che ti ispira sin da subito, qui non avevo ne’ aspettative, ne’ impressioni. Certo, chi non conosce Sepùlveda? Ok, come tutti avevo letto solo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare“, ma ero un po’ piccola per apprezzare il suo modo semplice e gentile di scrivere.

Una favola adatta ai lettori di tutte le età” si legge in molte descrizioni.

No. Non è un libro adatto a tutte le età e no, non credo sia adatto a tutti, indiscriminatamente.

E’ una favola che possiamo raccontare ai nostri bimbi, che possiamo leggere sotto l’ombrellone, certo, ma per capirla fino in fondo lasciando che il suo significato permei nella nostra vita, serve qualcosa che non tutti hanno: empatia.

E’ una storia d’amore per la natura, è uno sguardo da fuori di ciò che noi umani siamo diventati, è un punto di vista secondo il quale tutti dovremmo provare, almeno una volta, a guardare le cose… in questo caso, è lo sguardo da parte della Balena Bianca (o meglio, grigia come la Luna).

Il libro inizia con lo spiaggiamento di una balena e delle pagine che non vi spoilero perchè sono pura poesia.

Da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, una voce, quella della balena bianca, un capodoglio in realtà, si leva per raccontare ciò che durante la sua lunga vita ha visto… la creatura più grande dell’oceano racconta dell’immensa solitudine che ha vissuto (ricordandomi a tratti la storia della balena 52 hertz), la profondità degli abissi, il rapporto con gli umani, dapprima quasi di stima reciproca da cui la balena cerca di imparare, per poi essere distrutto dai balenieri.

Il mio mondo è fatto di silenzio. Nessuna creatura si lamenta, grida, grugnisce o strilla sotto la superficie e solo noi giganti rompiamo a volte la quiete. Io, che sono della specie dei capodogli, emetto il mio schiocco, le balenottere azzurre e le balene caleròn si orientano e si guidano a vicenda grazie ad una serie di canti armoniosi che rallegrano la solitudine notturna, mentre i veloci delfini si convocano per i loro lunghi viaggi con sibili che tengono unito il gruppo.Non si ascolta altro nelle profondità marine. Sulla superificie, invece, risuonano incessanti il fruscio del vento, il fragore delle onde, le grida dei gabbiani e dei cormorani e, a volte, la voce dell’essere meno adatto a vivere sul mare. L’uomo.

Racconta del suo compito misterioso, svolto con un rispetto indescrivibile, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare, popolo che difende da chi arriva per appropriarsi di tutto, senza rispetto: anche qui passo oltre, sono pagine altrettanto meravigliose.

Loro (la gente del mare) prendono dalla riva il necessario per vivere e ringraziano la generosità del mare celebrando un rito antico. Una volta raccolti gli alimenti, alcuni lafkenche vanno nel vicino bosco, che chiamano lemu, e chiedono il permesso di portar via tronchi e rami che poi ammucchiano sulla spiaggia per accendere falò. Allora noi balene ci avviciniamo e anche i delfini, e salutiamo la Gente del Mare con salti, a cui loro rispondono con grida allegre. Ma non tutti gli uomini sono come la Gente del Mare. […] uomini arrivano da luoghi lontani, forestieri che prendono tutto quello che vogliono dal bosco, dalla terra e dal mare, senza prima chiederlo e senza poi manifestare la minima riconoscenza. I balenieri appartengono a questa specie di uomini venuti dal mondo dell’ingratitudine e dell’avidità.

Diventerà il terrore dei mari (come e perchè non ve lo spoilero) con il nome di Mocha Dick… conosciuta come Moby Dick, il terrore dei mari come raccontata dal punto di vista dei balenieri.

Chissà quante cose avrebbe da dirci un animale tanto maestoso che potrebbe vivere tanto quanto un uomo…

Se leggerete o avete già letto questo libro, fatemi sapere cosa vi è piaciuto!

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